
Red Bull
Marko respinge la versione di Horner sull'ingaggio di Verstappen
Eleanor Hartley · 7h ago · 2 min read
Costruttore · P4 · 298 pts
Red Bull
| App. | Grand Prix | Miglior piazzamento | pt |
|---|---|---|---|
| 1 | Australian GP | P6 | 8 |
| 2 | Chinese GP | P8 | 4 |
| 3 | Japanese GP | P8 | 4 |
| 4 | Miami GP | P5 | 14 |
| 5 | Canadian GP | P3 | 27 |
| 6 | Monaco GP | P3 | 15 |
| 7 | Barcelona GP | P4 | 20 |
| 8 | Austrian GP | P2 | 26 |
| 9 | British GP | P5 | 13 |
| 10 | Belgian GP | P3 | 23 |
| 11 | Hungarian GP | P2 | 26 |
| 12 | Dutch GP | P7 | 9 |
| 13 | Italian GP | P3 | 15 |
| 14 | Spanish GP | P2 | 26 |
| 15 | Azerbaijan GP | P2 | 33 |
| 16 | Bahrain GPin Malaysia | P1 | 35 |
Red Bull Red Bull Racing è la scuderia ufficiale con sede a Milton Keynes che, da nuova forza emergente alla fine degli anni 2000, si è trasformata in una macchina da titoli. Oggi è sotto i riflettori perché sta affrontando una nuova era da costruttore di power unit con Red Bull Ford Powertrains, mentre occupa il quarto posto nel campionato costruttori 2026 con una vittoria all’attivo.
Le origini del team risalgono alla Stewart Grand Prix, fondata da Jackie e Paul Stewart con sede a Milton Keynes, che debuttò in Formula 1 nel 1997. Ford acquisì Stewart per dare vita a Jaguar Racing nel 2000 e, quando Ford si ritirò alla fine del 2004, Red Bull GmbH rilevò la struttura e il diritto di partecipazione al campionato. Red Bull Racing debuttò nel 2005 e da allora è sempre rimasta a Milton Keynes.
La nuova scuderia chiuse al settimo posto nel 2005 e nel 2006, salì al quinto nel 2007 e tornò al settimo nel 2008, senza mai vincere. Il salto di qualità arrivò nel 2009: sei vittorie e il secondo posto nel campionato costruttori dimostrarono che a Milton Keynes era nata una monoposto davvero in grado di lottare al vertice. Quella svolta pose le basi per i quattro anni successivi.
Dal 2010 al 2013, Red Bull Racing vinse quattro campionati costruttori consecutivi. I numeri della tabella sono eloquenti: nove vittorie e il titolo nel 2010; 12 vittorie e un altro titolo nel 2011; sette vittorie e il titolo nel 2012; 13 vittorie e il quarto mondiale consecutivo nel 2013. Sebastian Vettel fu il protagonista sul fronte piloti in quegli anni, affiancato da un Mark Webber capace di vincere con regolarità e portare punti. La direzione tecnica di Adrian Newey fu il pilastro di quell’epoca, con la forza di Red Bull fondata su carico aerodinamico, costanza e precisione operativa.
L’era ibrida, iniziata nel 2014, cambiò i rapporti di forza. Red Bull riuscì comunque a chiudere seconda nel 2014 con tre vittorie, ma nel 2015 arrivò un quarto posto senza successi. La ricostruzione fu graduale: seconda nel 2016 con due vittorie, poi terza in ogni stagione dal 2017 al 2019, con tre o quattro successi all’anno. Dopo il secondo posto nel 2020 con due vittorie, nel 2021 tornò a lottare stabilmente per il titolo, conquistando 11 vittorie ma chiudendo seconda nel campionato costruttori. Quella stagione regalò a Max Verstappen il primo titolo piloti, confermando la rinascita della squadra.
Una parte fondamentale della ricostruzione riguardò la scelta della power unit. Dopo anni con Renault, Red Bull passò ai motori Honda nel 2019 e la collaborazione diede rapidamente i suoi frutti. I risultati ne mostrano l’effetto: nel 2022 e nel 2023 il team era tornato a essere il riferimento, abbinando motori competitivi a telai affinati e a una gestione delle gare di alto livello.
Il punto più alto della storia recente di Red Bull arrivò nel 2022 e nel 2023. La squadra vinse il campionato costruttori in entrambi gli anni, con 17 vittorie nel 2022 e 21 nel 2023: numeri che raccontano un dominio a tutto campo. Verstappen dettava il passo e Sergio Pérez contribuiva con punti cruciali, mentre le scelte strategiche e il lavoro ai box del team erano tra i migliori della griglia. Era una squadra completa, che ricordava quella dei primi anni 2010, ma adattata ai limiti di spesa e ai regolamenti tecnici dell’epoca.
La concorrenza si fece più serrata nel 2024 e nel 2025. Red Bull chiuse terza in entrambe le stagioni, con nove vittorie nel 2024 e otto nel 2025. Numeri ancora importanti, ma che sul fronte costruttori segnarono il passaggio da punto di riferimento a inseguitrice. Il bilancio complessivo suggerisce che i rivali abbiano eguagliato o superato il ritmo di sviluppo di Red Bull nell’arco dell’anno, nonostante la monoposto restasse in grado di vincere.
La stagione 2026, ancora in corso, apre un nuovo capitolo. Secondo la tabella fornita, Red Bull è quarta nel campionato costruttori con 298 punti e una vittoria finora. Il team utilizza Red Bull Ford Powertrains, portando interamente al proprio interno il progetto della power unit in collaborazione con Ford. Un progetto motoristico ufficiale offre maggiore controllo, ma aggiunge complessità; i primi risultati riflettono una fase di rodaggio in uno schieramento in cui margini minimi decidono se un fine settimana si conclude sul podio o a metà gruppo.
La sede resta Milton Keynes, nello stesso sito passato da Stewart a Jaguar prima che Red Bull investisse per ampliarlo e trasformarlo in un moderno campus. I titoli costruttori sono arrivati nel 2010, 2011, 2012 e 2013, poi ancora nel 2022 e nel 2023.
La storia di Red Bull è un intreccio di continuità e cambiamento. Ha rilevato una scuderia già presente nel campionato nel 2005, costruito una cultura vincente, superato i primi anni dell’era ibrida ed è poi tornata al vertice con un nuovo partner motoristico e un pilota di riferimento capace di segnare una generazione. Ora prova a ripetere la formula con Red Bull Ford Powertrains. La classifica attuale racconta una lotta più serrata rispetto al 2022–23, ma la sua storia dimostra che a Milton Keynes essere competitivi con continuità è il minimo che ci si aspetta.

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